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MORFOLOGIA

L’isola presenta una forma pressoché ellittica allungata in direzione circa nord-sud e ha una superficie emersa pari a 19,26 km2: la lunghezza massima dell’isola è compresa tra Punta della Teglia, a nord, e Punta dello Zenòbito, a sud ed è di circa 8 km; la larghezza massima è, invece, di 4 km. Si presenta fortemente asimmetrica; il versante occidentale è, infatti, particolarmente acclive, quello orientale più sviluppato e meno acclive. I rilievi si elevano tra i 300 e 400 metri lungo questa dorsale che include la vetta più alta, Monte Castello (447 m s.l.m.); unici rilievi della porzione orientale dell’isola sono, invece, Monte Maione e Monte Campanile. Uniche zone pianeggianti su tutta l’isola, infine, sono nella "Piana", o "Piana di Santo Stefano", dove un’opera di bonifica ha permesso la piantagione di viti, e nella "Piana dello Zenòbito", porzione più meridionale dell’isola. Oltre a queste, anche una piccola zona a ridosso del Forte S. Giorgio, le cui mura sono state ricavate dalle falesie sottostanti, attualmente occupata dalla parte alta del paese e dall'eliporto. Le coste si sviluppano per circa 25 km e sono quasi ovunque costituite da alte falesie, fino a 120 m, spesso accompagnate da baie con ridotte spiagge prevalentemente ciottolose, a eccezione di Cala della Mortola, unica spiaggia sabbiosa dell’isola. 

Dal punto di vista idrografico, nell’isola è presente una serie di brevi e ripidi torrenti, in secca per la maggior parte dell’anno, localmente denominati "vadi" (probabilmente dall'arabo "wadi" che significa corsi d'acqua).

E’ presente anche l'unico invaso di tutto l'Arcipelago Toscano, il "Laghetto" o "Stagnone" (318 m s.l.m.), alimentato prevalentemente dall'acqua piovana; durante i mesi estivi è comunemente in secca, in primavera, invece, è completamente ricoperto da ninfee bianche.  

 


 

GEOLOGIA

 

Capraia è un’isola di origine vulcanica, si è formata, infatti, in seguito a una serie di eruzioni avvenute nell’arco di circa 4 milioni di anni.

Due sono gli aspetti ‘anomali’ dal punto di vista geologico: l’assenza di un vulcano principale conservato e la marcata asimmetria tra il fianco orientale e occidentale dell’isola, segnale che parte non trascurabile di essa risulti mancare.

Quindi non si immagini l’isola come interamente costituita da un classico vulcano conico e perfettamente regolare. Infatti, diverse fasi eruttive si sono susseguite negli anni; ognuna di queste ha lasciato le sue tracce in alcune porzioni dell’isola. Della prima fase eruttiva avvenuta rimangono i resti, per esempio, solo su alcuni tratti costieri sia del lato occidentale sia di quello orientale.

All’interno dell’isola, invece, diversi apparati vulcanici sono ancora riconoscibili, e risalgono a circa 7-8 milioni di anni fa.

Spesso, però, la messa in posto di questi corpi, grandi anche alcuni km, ha provocato successivi episodi di collasso del versante orientale dell’isola. Ecco il perché della presenza nel settore centrale dell’isola di una forte depressione a forma di ferro di cavallo. Quest’area centrale risulta, infatti, ribassata rispetto ai settori settentrionale e meridionale, nonostante successivi riempimenti della depressione stessa da parte di altro materiale vulcanico.

L’attività non è, però, sempre stata continua nel tempo; dopo un periodo di circa 3,5 milioni d’anni di stasi dell’attività, infatti, ecco l’ultimo evento di cui si ha testimonianza, che ha interessato l’estremità meridionale dell’isola, in corrispondenza della Piana e della Punta dello Zenòbito, con la messa in posto di un piccolo centro eruttivo (circa 5 milioni di anni fa).

 


 

 

CLIMA

 

Il clima dell’isola di Capraia è temperato caldo.

La temperatura media del mese più freddo è quella di gennaio (9,6°C) ed è una fra le più alte delle altre isole dell’Arcipelago Toscano. La temperatura media del mese più caldo, invece, raggiunge in luglio 26,2°C e risulta la più alta dell’Arcipelago. L’escursione termica annua è di 16,6°C, in linea con quella delle altre isole.

Il mese più piovoso è novembre (99 mm), quello più arido luglio (12 mm).  

 


 

 

                                 Fauna - Isola di Capraia 

 

Non potendo dare un quadro completo del popolamento faunistico dell’isola, si segnalano solo le specie ritenute più caratteristiche. Tutte le informazioni di seguito riportate, soprattutto per quanto riguarda gli invertebrati, derivano dal recente lavoro sulla fauna dell’Arcipelago Toscano di Favilli, Manganelli e Giusti (1995) - La Fauna terrestre e d’acqua dolce dell’Arcipelago Toscano, contenuto in: Giusti F. (1995) - Le isole minori: la fauna. Quaderni di Italia Nostra, 27: 71-100.

Gli uccelli rappresentano sicuramente il gruppo più rappresentato ed evidente sull’isola e nei dintorni. E’ innanzitutto da citare il gabbiano corso, specie esclusivamente mediterranea, ritenuta fino a tempi recenti “globalmente minacciata di estinzione” e oggi salita al rango di “quasi minacciata” grazie al fortissimo incremento di popolazioni di questo esemplare provenienti dalla Spagna nei due decenni passati. Capraia rappresenta per questi esemplari il sito di nidificazione utilizzato con maggior regolarità (si tratta infatti di una specie ad abitudini nomadi, le cui colonie spesso si spostano da un anno all’altro). Le principali minacce per questa specie sono la competizione con il più comune gabbiano reale mediterraneo,  

il disturbo causato da imbarcazioni e bagnanti durante il periodo riproduttivo, la riduzione delle risorse alimentari (soprattutto pesce azzurro) causata dalla pesca e dall’inquinamento e, fortunatamente in misura molto minore, la mortalità di esemplari adulti causata da ami da pesca, la riduzione della riproduzione dovuta alla contaminazione e lo sviluppo degli insediamenti turistici in aree costiere. Il gabbiano reale mediterraneo, senz’altro la specie più evidente dell’intera fauna capraiese, oltre a minacciare alcune delle specie più rare, come appunto il gabbiano corso, influenza notevolmente la vegetazione negli ampi tratti di costa dove si riproduce con consistenti colonie.

Altri uccelli marini di grande rilievo sono la berta minore, che utilizza la terraferma solo per la riproduzione e che nidifica in prossimità del paese, nei tratti di costa scoscesa fra il castello e la Punta Bellavista (da qui se ne sente facilmente il canto nelle notti primaverili senza luna), e il marangone dal ciuffo, presente con una colonia valutabile in 10 - 15 coppie (la principale della Toscana e una delle maggiori d’Italia); non è stata sinora accertata la nidificazione della berta maggiore. 

Tra gli uccelli terrestri, la magnanina sarda e il venturone corso, due passeriformi distribuiti solo in alcune isole del Mediterraneo occidentale. In primavera, durante le fasi riproduttive, si trovano per lo più nelle zone di macchia delle porzioni interne ed elevate dell’isola, mentre in estate (dall’inizio di giugno) e in autunno si possono notare nei dintorni e all’interno del paese e nell’area della ex-colonia penale, e si osserva soprattutto in aree con vegetazione scarsa o assente, ma anche lungo le strade e sugli edifici. In inverno, presumibilmente, gran parte della popolazione abbandona Capraia, e fino a oggi non vi sono indicazioni su quali siano le aree dove trascorre l’inverno.   

Altre specie si riproducono nei tratti di costa alta: il pellegrino, il rondone pallido e il passero solitario, presente anche nelle zone rocciose dell’interno dell’isola. Sempre lungo le coste rocciose è presente, durante le migrazioni e in inverno, il bellissimo picchio muraiolo, che nidifica nelle pareti rocciose di alta montagna e trascorre l’inverno in luoghi più caldi. Negli ultimi anni, grazie al notevole aumento della popolazione nidificante nella vicina Corsica, è divenuto una presenza quasi costante anche il falco pescatore. 

In contrapposizione con questa grande presenza di uccelli, sono molto scarsi i mammiferi. Estinta da tempo la foca monaca, gli incontri che si possono fare gironzolando per l’isola sono con alcune specie di pipistrelli, il coniglio selvatico, comune anche nei dintorni del paese, e il muflone, introdotto in anni recenti.  

Unici Carnivori allo stato libero sono alcuni gatti, numerosissimi nei dintorni del paese, di origine domestica.  

Infine (e non è un caso averli lasciato alla fine, qualcuno avrebbe potuto magari smettere di leggere prima altrimenti …), fra i rettili gli elementi più interessanti sono il tarantolino, un piccolo geco presente solo nelle regioni costiere del Mediterraneo occidentale, che sull’isola sembra molto più frequente lungo la costa che nelle zone interne, e la lucertola campestre. L’unico serpente presente nell’isola è il biacco, comune ovunque e abbondantissimo lungo i vadi e nella zona del Laghetto, dove presumibilmente caccia girini e adulti di raganella.  

E tutt’intorno all’isola?

Per quel che riguarda i pesci che popolano le acque che circondano Capraia … basta chiedere a uno dei pescatori dell’isola, sapranno sicuramente fornire un quadro completo della popolazione del mare …  

 

VEGETAZIONE

 

Tutta l’isola è prevalentemente ricoperta da vegetazione mediterranea, con dominanza della macchia: ampie porzioni dell’entroterra, in coincidenza delle zone più fresche, sono rivestite da una macchia alta a corbezzolo ed erica (localmente detta “scopa”), mentre nelle zone più aride e prossime al mare dominano il cisto marino (localmente detto “mugghio”) e il rosmarino.

Una curiosità: il nome Capraia deriva probabilmente da Aegilon, che in greco significa posto da capre, a testimonianza che un tempo quest’animale era presente in grandi quantità sull’isola.

La leggenda dice che … un giorno il filo della collana di Venere si ruppe inaspettatamente e sette delle sue perle caddero nel Mar Tirreno; nacquero, così, le sette isole dell’Arcipelago Toscano, Capraia, Elba, Giglio, Giannutri, Gorgona, Montecristo e Pianosa …