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Anticamente chiamata Aegilon (isola delle capre) dai greci, dopo un lungo periodo d’alternanza d’invasori, tra cui anche gli etruschi che cominciarono l’opera di disboscamento dell’isola che continuò per secoli con gli atti di pirateria, entrò a far parte dell’Impero Romano nel 174 a.C., quando Serrano Attilio assoggettò la Corsica a Roma. Ma per diversi anni ancora Capraia, insieme a tutto l’Arcipelago Toscano, non offrì un porto sicuro alla flotta romana e i veri padroni furono i pirati. Tutto questo fino al 67 a.C., anno in cui Gneo Pompeo vinse la battaglia contro i pirati e tutto l’Arcipelago Toscano divenne romano.

Da allora diventò un’importante tappa nelle vie di comunicazioni commerciali e militari: case e villaggi, infatti, nacquero nella zona dell’attuale porto mentre sulle porzioni più interne dell’isola stazioni militari e commerciali, l’approdo all’isola era situato nella baia che oggi si chiama “Porto Vecchio”. I Romani si stabilirono in particolar modo presso “Il Piano”, dove oggi si erge il paese. Sembra che furono proprio i romani a chiamare l’isola Capraia per la gran quantità di capre selvatiche. C’è chi afferma che questo nome, invece, sia stato dato dagli etruschi: “Capre”, infatti, in lingua etrusca significa pietra, ad indicare, quindi, l’aspetto particolarmente roccioso dell’isola.

Dopo la decadenza dell’Impero romano furono gli anacoreti ad abitare l’isola, scegliendo, come avevano precedentemente fatto i Romani, come rifugio la zona del Piano, poiché riparata dai venti e maggiormente fertile rispetto ad altre aree.

Furono proprio gli anacoreti a portare da Roma la vite. Si iniziò, quindi, a coltivare la vite: l’uva era raccolta e gettata nei “palmenti”, recipienti scavati nella roccia, di cui si trovano delle tracce al Piano, al Reganico e lungo il sentiero che dal paese conduce al Piano. Il vino, che in seguito fu chiamato “Palmaziano” o “Palmazio” è stato prodotto fino a pochi decenni fa e magari si comincerà a riprodurlo visto che proprio l’area del Piano è stata bonificata e sono state piantate le viti. Sempre nella zona del Piano fu costruita, nel ‘400 la prima chiesa, dedicata a S. Stefano. Nell’’800, a causa delle continue invasioni piratesche, i monaci lasciarono l’isola ai Saraceni e, dall’anno mille, ci fu un continuo altalenarsi di regni pisani e genovesi e, in seguito, anche corsi e francesi.

Durante i secoli successivi, le continue invasioni, atti vandalici e incendiari, andarono distruggere completamente la macchia mediterranea presente sull’isola: disboscamento iniziati probabilmente dagli Etruschi che utilizzavano la legna per le fornaci dell’isola d’Elba.

Durante il susseguirsi dei diversi regni fu costruito il Forte di S. Giorgio in due fasi, un primo nucleo dai pisani (XI-XIII sec.) e il completamento dai genovesi (XV-XVI sec.), la Chiesa dell’Assunta (XI-XII sec.) nella zona dell’attuale porto e nel XVI sec. la torre del porto, la torretta del Bagno, la torre dello Zenobito, la torre della Regina.

Nel XII sec., e in particolare nel 1662, fu costruito il Convento dei Francescani (S. Antonio), presso la punta del Fanale.

Nel XVII sec. Furono costruiti ancora i muri a secco per recingere i terreni da utilizzare per la coltivazione o per il pascolo: quelli del Piano, in particolare, sono stati realizzati con i resti della demolizione dei ruderi del vecchio centro abitato e probabilmente anche le vecchie edificazioni d’origine romana.

 

Il porto che oggi occupa la parte bassa del paese non è quello del 1700: allora, infatti, l’attuale porto non era altro che una piccola insenatura per piccole imbarcazioni, le grosse trireme attraccavano, invece, presso l’attuale Grotta.

 

Nel 1873 il Comune di Capraia cedette un terzo del territorio dell’isola al ministero dell’Interno per la realizzazione di una Colonia Penale Agricola.

Consistenti modifiche furono avviate nella parte settentrionale dell’isola durante il periodo di permanenza di questa colonia: l’incremento delle coltivazioni di viti, dalla cui uva si otteneva il suddetto Palmiziano, particolarmente profumato e ad alta gradazione alcolica.

Infine, nel 1926, il Comune di Capraia è passato dalla provincia di Genova a quella di Livorno.